Statuto, quale tecnica di redazione?


 
Corigliano-Rossano (Cs), martedì 29 settembre – Nuovo Statuto, la scelta di quale tecnica redazionale è essenziale per garantire la facilità di accesso e di lettura anche al semplice cittadino, che dovrà assumere la consapevolezza dell’utilità della consultazione della fondamentale Carta regolatrice della vita della Comunità. 

– Contenuti e redazione dello Statuto, riguarda la tecnica di redazione il secondo contributo, anch’esso introduttivo, promosso dallo Studio Candiano Avvocati che prosegue il progetto di informazione, sensibilizzazione e formazione. L’obiettivo resta quello di stimolare il dibattito e le attività istituzionali in corso sull’importante momento costituente della nuova Città.
 
2/LA STRUTTURA E LA TECNICA REDAZIONALE DEL TESTO
 
Come ogni atto normativo generale e costitutivo, lo Statuto si struttura in Titoli, Capi (e/o Sezioni) ed articoli. L’organizzazione di un testo normativo è rilevante per la razionalità e per la logica dell’esposizione, con effetti sulla facilitazione della consultazione, specie a beneficio dei semplici cittadini che ne sono i primi destinatari.
 
I Titoli separano i temi fondamentali, come ad esempio i Principi, gli Organi, le Forme di Decentramento, la Struttura organizzativa, gli Strumenti di partecipazione. Ogni Titolo, poi, in ragione della complessità dell’argomento può prevedere Capi o Sezioni entro cui tenere distinti i vari Istituti e le previsioni che hanno una rilevanza propria e presentano profili funzionali diversi o peculiari modalità di estrinsecazione: nel Titolo dedicato agli Organi, potranno ad esempio essere distinti quelli di Governo, di Controllo e Consultivi. Ma sarebbe un errore pensare che i Titoli (ma anche i Capi o le sezioni) siano compartimenti stagni entro cui si esaurisce la disciplina dell’argomento trattato, perché vi è spesso una interdipendenza tra i vari temi, che andrà segnalata e sottolineata con la tecnica del richiamo o del rinvio. Altro esempio può essere quello di un Istituto di partecipazione che interagisce con la funzione di un Organo dell’Ente.
 
Infine ci sono gli articoli, che è opportuno contrassegnare, oltre che con la numerazione anche con la rubrica, per fornire all’utente-lettore l’immediata percezione del contenuto. Particolare attenzione deve essere posta alla loro stesura materiale nella delineata cornice strutturale, per evitare duplicazioni ed appesantimenti di un testo che per sua natura deve essere agile e snello.
 
Inutile per esempio – come spesso accade di leggere - ripetere le formulazioni già contenute nelle leggi statali di principi in materia, da ritenere come presupposte ed acquisite.
Così come, se allo Statuto si appartiene l’affermazione dell’Autonomia, la sua esplicazione di dettaglio è invece riservata ad altre fonti, in un forte intreccio entro il quale salvaguardare la coerenza.
 
In altre parole, se alla sede statutaria spetta la scelta di fondo di un Istituto di partecipazione o di decentramento di cui delineare gli elementi essenziali, la disciplina specifica non potrà non essere dettata che dalla fonte Regolamentare cui rinviare. Tutto quanto precede suggerisce che per preservare l’armonia e la coerenza dello Statuto, la materiale redazione del testo definitivo e la sua strutturazione finale sia affidata ad un’unica mano esperta o ad un ristrettissimo nucleo di persone.

 

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