Martedì 6 a Rossano Compagnia Ladri di Copioni. Sold out per i precedenti spettacoli.

 CORIGLIANO-ROSSANO  – Confronti tra due modi di concepire, o meglio, di vivere la propria vita certamente, ma anche inaspettati incontri al cadere delle maschere, alla riscoperta della propria autenticità. L’arte della simulazione in frenetico movimento, che non può mai riposare, contro la libertà della scelta, seppur claustrale. Chi è veramente libero e quali sono le clausure vere, quelle del cuore o quelle delle mura di un convento?

 
È un percorso esperienziale che spinge il pubblico a mettersi in gioco Libere clausure il progetto di Marina Pizzi che racconta due modi differenti di vivere la vita il quarto appuntamento della V Mostra Nazionale d’Arte del Teatro Amatoriale Italiano promossa dalla Federazione Italiana Teatro Amatori (FITA) di Cosenza.
 
Con l’adattamento e la regia di Aldo L’Imperio la compagnia La Cricca di Taranto salirà sul palco allestito nel Quadrato Compagna, a Schiavonea di Corigliano domani, Venerdì 2 Agosto.
 
La farsa napoletana è invece l’impronta della commedia in programma per Martedì 6. Quadrato in Scena torna al San Bernardino con la compagnia teatrale Ladri di Copioni di Torre del Greco (Na) che si esibirà in Hamlet Travestie da John Poole e Antonio Perito a William Shakespeare di Emanuele Valenti e Gianni Vastarella, con la regia di Flavio Speranza.
 
Ad esprimere soddisfazione per il sold out registrato in occasione dei precedenti appuntamenti è il Presidente provinciale FITA Antonio d’Amico.
 
Libere clausure è uno spettacolo coinvolgente che porta lo spettatore ad interrogarsi sulle proprie prigioni e sulla vera libertà, sulle condizioni di isolamento inconsapevole a cui conduce anche l’odierna dittatura tecnologica, e lo fa con un linguaggio delicato, a tratti poetico e con inattesi momenti di ironia. È una storia di ricerca, di attese e di speranza. La commedia racconta la storia di tre personaggi che si incrociano in un convento benedettino. È una storia di ricerca, attese e speranza, un percorso esperienziale che spinge il pubblico a mettersi in gioco. Al centro di questa storia ci sono una suora di clausura, una novizia e una spregiudicata immobiliarista. Tre donne coraggiose, ironiche ed inquiete. In un antico monastero benedettino, dove lo scorrere del tempo è scandito dalla preghiera e dal lavoro paziente delle monache, due visioni della vita si scontrano: il cinismo della nostra epoca e la spiritualità e la sua inconsapevole ricerca. Due clausure così distanti che si sfiorano e inevitabilmente s’intrecciano. In quattro quadri e un epilogo si snodano la storia di Irma (interpretata da Anna Cofano), intrigante immobiliarista senza scrupoli, e di Madre Paola (Angela De Bellis), coraggiosa e combattiva badessa di un convento in rovina. Per trovare una soluzione concreta per il bene della sua comunità, la religiosa accetta di incontrare Irma e valutare le sue vantaggiose proposte, ma la storia si complica perché i disegni dell’affarista sono ben diversi dalle attese di Madre Paola. Una giovane novizia, Benedetta (Vanessa Caponio), è testimone partecipe e inquieta dello snodarsi della vicenda. Fra colpi di scena e momenti di grande intensità ci si chiede: Ma dov’è la libertà?
 
Lo spettacolo di Martedì 6 si snoda su due piani, in un continuo interscambio tra realtà e finzione, che mette a nudo in modo divertente tutti i meccanismi del teatro, consentendo anche di svelare le contraddizioni di una realtà amara e difficile. A partire dalla suggestione di Hamlet Travestie settecentesca di John Poole in cui la parodia ribadisce l’autorità dell’originale, passando per Don Fausto di Antonio Petito, lì dove invece l’opera diventa vicenda matrice di altre vicende, immaginiamo una famiglia napoletana a noi contemporanea, i Barilotto, in un quadro di sopravvivenza quotidiana: il lavoro, la casa, i debiti, i figli. Ognuno vincolato al legame con l’altro, in una stasi violenta in nome dell’unità. Dissociato, se ne sta Amleto, il figlio senza padre, ad alimentare un conflitto di dubbi e paure. Intorno a lui, la vicenda shakespeariana diventa il canovaccio di un’improbabile tragedia redentiva, una fallimentare distribuzione di ruoli e di pesi, in una famiglia fuori di sesto.
 
Tutti gli spettacoli sono gratuiti. – Sabato 17 appuntamento a San Giorgio Albanese con il Teatro Claet di Ancona che porta in scena I giusti nel tempo del male di Svetlana Broz e la regia di Diego Ciarloni. – Data e location da confermare per lo spettacolo de I Canaglioni di Cassano allo Ionio che si presentano con Viva la Mamma, progetto nato da un’idea di Calogero e Rossana Maurici. L’adattamento e la regia sono di Alfredo Perciaccante.
 

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