Un Sindaco social e con abbigliamento casual. È questa l’immagine del giovane uomo alla guida del comune di Corigliano Rossano. Un esordio, per la storia tutta in divenire della neonata terza città della Calabria per importanza ed estensione territoriale, caratterizzato dalla novità anche nell’approccio con l’esterno, ossia con i cittadini che, legittimamente, attendono risposte alle ataviche e numerose problematiche che affliggono il territorio.

L’ennesima conferma la si è avuta nella giornata di ieri, allorquando il Sindaco Flavio Stasi ha indetto e tenuto, presso la sala consiliare del centro storico di Corigliano, una conferenza stampa alla quale purtroppo, per problemi di carattere personale, chi scrive non ha potuto prendere parte. Una formula, questa ideata dal Primo Cittadino, per ottemperare ad un ben preciso compito: informare la cittadinanza, e farlo con cadenza mensile, prossimamente di concerto con la Giunta.
L’aspetto inedito, come sottolineato dallo stesso Stasi nonché dai cronisti intervenuti, risiede nella volontà del promotore di non tenere monologhi, bensì incontri brevi, coincisi ed efficaci, improntati al dialogo tra le parti. Il Sindaco, in altre parole, si pone non come colui che sale in cattedra, per soddisfare un uditorio chiamato solo ad ascoltare e nulla più, bensì alla stregua di una sorta di allenatore che incontra gli operatori dell’informazione con la formula delle conferenze pre-partita: veloci, funzionali, interlocutorie e all’insegna di un linguaggio immediato e diretto.
I messaggi alla comunità, questo l’obiettivo di Stasi, devono essere recepiti alla cittadinanza, che a sua volta può e deve partecipare all’azione di governo, proponendo e pungolando sui più disparati argomenti. Un modus operandi che, a prescindere dalla condivisione o meno delle politiche attuate dal Sindaco in questo suo primo mese e mezzo d’attività, non può che essere accolto positivamente perché segna una svolta nella comunicazione, non di rado logorroica e noiosa, proveniente dal mondo delle istituzioni.
La scelta di non chiudersi nel Palazzo all’indomani della vittoria elettorale, come invece spesso accaduto nel passato, non accentuando il divario fra governanti e governati, fra comunità amministrata e amministratori, è un dato lieto che fa ben sperare per quanti intendono essere costantemente informati su cosa accade in Comune. E se è vero che la “rivoluzione” non si può certamente attuare in 40 giorni, si è lieti di prendere atto che di “rivoluzionario”, frattanto, si è portato a compimento il modo di comunicare con e per la cittadinanza.
Fabio Pistoia 

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