Maggio 21, 2024

La situazione dello smaltimento dei rifiuti nel territorio della città Corigliano Rossano merita attenzione e corretta informazione. Siamo in piena e pericolosa fase di emergenza, senza una certa e praticabile via d’uscita. Come cittadino di questo territorio, non possiamo tacere su oscure e non chiare manovre atte a penalizzare e mettere in crisi una grande città come la nostra, in uno dei settori più delicati e strategici che riguarda la salute e la tutela ambientale, oscure e non chiare manovre che coinvolgono soggetti istituzionali e privati, locali e regionali.

      Un ennesimo guasto si è verificato all’impianto “EKRO’ scarl” di C.da Bucita (rottura del vaglio rotante), pertanto la Regione Calabria, il 13 aprile 2018, ha disposto il conferimento dei rifiuti indifferenziati presso l’impianto di Crotone e dell’umido/organico a Rende (inspiegabilmente solo per Corigliano Rossano e non per gli altri Comuni), per un quantitativo massimo di 70 tonnellate giornaliero fino al 21 aprile scorso, con rilevanti ulteriori oneri per la Città, nonostante Corigliano Rossano siano sede dell’impianto.
Si era assicurato che l’Impianto Tecnologico Regionale (così è definito) di Bucita sarebbe ritornato alla piena efficienza giorno 22 aprile, ma la beffa è annunciata il 26 aprile, con PEC la Regione dispone che i rifiuti di Corigliano Rossano, fino al 5 maggio vengano dirottati a Crotone per un quantitativo di 30-40 t. al giorno, a fronte di una produzione di circa 130 t/giorno.
Ora, nonostante l’impegno ed il sacrificio dei lavoratori addetti ai servizi ambientali (pubblici e privati, che lavoreranno anche il 1° maggio) ed alla disponibilità della Società che gestisce il servizio, questo significa, probabilmente, soffocare la città con montagne di veleni in ogni contrada, quartiere, strada e vicolo.
Per tutto questo, un dovuto riconoscimento va ai lavoratori e cittadini sensibili alla correttezza di comportamenti, ma anche un severo monito per tutti quelli che ignorano le rigide regole di comportamento. Si auspica, per i trasgressori, iniziative di individuazione e repressione da parte degli Organi preposti. A tal proposito si esprime un particolare riconoscimento al Nucleo dei Carabinieri Forestali della Stazione di Rossano per la loro meritoria quotidiana azione di vigilanza e repressione in un territorio vasto come quello di Rossano.
Ricordiamo ai distratti, inoltre, che il disastro ambientale si punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l’ecosistema o compromette la pubblica incolumità, la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità o l’ecosistema o la qualità del suolo, delle acque o dell’aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà.
Scattano invece aumenti di pene per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette. Traffico e abbandono di materiale con radioattività (compreso materiale sanitario) si colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni. Chi attua impedimento dei controlli, chi nega o ostacola l’accesso o intralcia i sopralluoghi ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni (Legge n° 152/2006)
In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l’ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti, peraltro, sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.
Per quanto riguarda, infine, la crisi di questi giorni si esprime viva ed indignata protesta contro la Regione Calabria ed il suo Dipartimento Ambiente per non aver ancora avviato, concretamente, una seria politica di investimenti sull’impianto “Tecnologico” di Bucita, per una reale e produttiva riqualificazione a ciclo differenziato, la bonifica della sua discarica e quella di Olivellosa.
E’ questa l’occasione della nuova classe dirigente della città unica per avviare il riscatto da tutti atteso e sperato. Ci aspettiamo prese di posizione e iniziative di lotta.

Pietro Altavilla