Giugno 21, 2024

In riferimento alla nuova città di Corigliano Rossano, sono intervenuta più volte per sottolineare quanto il delicato processo di unione avrebbe certamente provocato diversi problemi ai cittadini dal momento che apparivano evidenti già mesi fa, l’incapacità e l’impreparazione di chi doveva gestire questo importante processo.

Numerosi sono i problemi che il Commissario Prefettizio dovrà affrontare e certamente, a questi, si uniscono anche quelli che i due ex Sindaci gli hanno lasciato in eredità per loro ormai chiara incapacità di preparare la macchina comunale al delicato processo della fusione.

Così ci tocca assistere alla” lotta” a chi arriva prima ad incontrare il Commissario Prefettizio (a volte anche senza avere ben chiaro se e quali problemi sottoporre allo stesso); l’incessante informazione che i tanti attivisti dell’associazionismo puntualmente davano ai cittadini prima della fusione ora sembra scomparsa, e si aggira tra le vie della città unica un silenzio assordante che francamente desta non poca preoccupazione.

Difficile immaginare che si possa trovare soluzione ai tanti problemi che ci sono!. L’Associazione “Per il Bene del Territorio” ne cita uno fra i tanti – certamente non il primo in ordine di importanza perché ve ne sono di più urgenti – che riguarda i presidi di giustizia che si trovano sul territorio, vale a dire il Giudice di Pace di Corigliano ed il Giudice di Pace di Rossano. Ci si chiede quale sia l’ufficio territorialmente competente dopo il 31 marzo.

Certamente questa è una esigenza della classe forense e degli utenti della giustizia ma, il tema veramente importante, credo che sia non quale “ufficio” rimarrà aperto e quale invece avrà la peggio. Ritengo che dovremmo pretendere che tutti e due gli uffici – indispensabili per dare una giusta risposta al territorio in materia di legalità – rimangano a svolgere le proprie funzioni; ed allora il tema non è quale dei due uffici difendere ma è quello di raggruppare entrambi gli uffici giudiziari in un unico presidio scegliendo una sede che diventi comoda per tutti i cittadini di Corigliano – Rossano e dintorni.

Una comunità – occorre ricordarlo – già scippata del suo Tribunale anni orsono e che ora nel processo della fusione non solo rischia concretamente di non vedere realizzata in tempi brevi una “cittadella della giustizia” ma, addirittura, rischia di ottenere come primo sciagurato risultato la chiusura di uno dei due uffici del Giudice di Pace.

Scelte, ancora una volta, perpetrate a discapito dei cittadini.

 

Avv. Maria Carmela Iannini

Presidente dell’Associazione

“Per il Bene del Territorio”