Corigliano Rossano è Città, non Area Urbana

Diversa classificazione influisce su assegnazione risorse. Commissario a Oliverio: modificare e rimodulare fondi 
CORIGLIANO ROSSANO –  Procedure per l’attuazione delle azioni del POR CALABRIA 2014-2020 all’interno della Strategia di Sviluppo Urbano  Sostenibile (SUS) della Regione Calabria, modificare i contesti urbani inserendo CORIGLIANO ROSSANO nei POLI URBANI DI LIVELLO REGIONALE con consequenziale rimodulazione dei fondi a disposizione da incrementare significatamente per investimenti finalizzati allo sviluppo e alla crescita della nuova realtà calabrese. 

 

 

 

CORIGLIANO ROSSANO deve essere ritenuta Città a tutti gli effetti e, nel contesto specifico dello Sviluppo Urbano Sostenibile, terza città per numero di abitanti della regione e prima per estensione territoriale. A dare notizia della richiesta inoltrata dal Commissario Prefettizio, il Prefetto Domenico BAGNATO, all’indirizzo del Presidente della Giunta Regionale Mario OLIVERIO, è il Sub Commissario, Viceprefetto Vicario di Cosenza Emanuela GRECO ribadendo che la diversa classificazione di Area Urbana, assegnata a CORIGLIANO ROSSANO, rispetto a quella corretta di Città, modifica in modo sostanziale l’attribuzione delle risorse con un ammanco reale di circa il 35-40% dei fondi stabiliti. Inoltre, le misure di intervento stabilite per la categoria AU ovviamente non tengono conto delle esigenze prettamente conurbative che, viceversa, sono proprie di una città. Nel mese di luglio – si legge nella missiva del Commissario BAGNATO - è stata approvata la delibera della Giunta regionale con la quale l’esecutivo ha delineato gli indirizzi strategici per il SUS CALABRIA. Il testo della delibera ha tracciato anche gli ambiti di intervento e le modalità di investimento, dettando specifici indirizzi di impiego delle risorse economiche ed inserendo le Città di CORIGLIANO e ROSSANO tra i centri urbani di dimensione inferiore. Dal documento si evince che il territorio di CORIGLIANO ROSSANO viene ancora individuato come ambito di AREA URBANA e non come unica entità comunale.

 

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Commenti   

+1 #1 Ottimo esempio 2018-06-15 16:07
Ecco quello che all'indomani del referendum del 22 ottobre avrebbero dovuto fare le amministrazioni ed i sindaci uscenti:come ha detto il comitato 100A bisognava alzare le barricate per fare valere ed affermare a tutti i livelli la nuova unica realta' urbana. Ed invece abbiamo assistito ed ancora oggi a scaramucce fra scolari che si accusano per non avere fatto i compiti a casa di fine mandato. Forse dobbiamo sperare in un lungo commissariamento per il bene della citta'!!
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