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Si cerca ancora di sabotare il processo di fusione

L’allarme di Scarcello: È il momento di migliorare i servizi, non di eliminarli 
CORIGLIANO-ROSSANO – Abbiamo il fondato sospetto che le azioni di sabotaggio a danno del processo di fusione di Corigliano-Rossano non si siano fermate. Sapevamo e abbiamo piena consapevolezza,  da sempre, che il cammino di unificazione delle due realtà non sarebbe stato semplice e che, comunque, ci vorrà del tempo per rendere omogeneo l’apparato burocratrico-amministrativo.

 Ma nulla può giustificare la soppressione di servizi già esistenti o, peggio, l’insolenza con la quale si sta portando avanti l’azione di gestione straordinaria del Comune. Perché si fa questo? È quanto denuncia il coordinatore civico Corigliano-Rossano de Il Coraggio di Cambiare l’Italia, Vincenzo Scarcello, ritornando ad incalzare l’amministrazione commissariale del neo-comune Corigliano-Rossano non solo per l’opinabile gestione della vicenda legata al Piano strutturale associato della Sibaritide, quanto per la paventata chiusura anticipata del servizio di assistenza fisica nelle scuole. La legge 56/2014, quella che regola le fusioni dei comuni, per intenderci  – ricorda Scarcello – non è stata strutturata per togliere privilegi e diritti alle comunità amministrate. Semmai per razionalizzarli e migliorarli nel loro effetto. È, questa, una prerogativa essenziale non tanto per la politica, che sarà chiamata a governare questi processi in un secondo momento, quanto ora per la gestione tecnica. Che ha il dovere di avviare questa grande macchina operativa, a servizio dei cittadini, cercando di armonizzarla nel migliore dei modi possibili. Questo dovrebbe essere! Invece, quello abbiamo notato, in questo primo mese di attività del nuovo municipio, è la macchinosità di un commissario prefettizio ingessato, che inevitabilmente si ripercuote sull’intero apparato comunale. Perché questo atteggiamento ermetico e di chiusura? Perché, ad esempio, sospendere anzitempo con un telegrafico messaggio e senza motivazioni l’assistenza fisica nelle scuole? Un servizio che – ricorda il coordinatore del CCI - è da sempre uno dei fiori all’occhiello della rete sociale territoriale e si deve saper cogliere l’opportunità di estenderlo alle scuole di primo grado di tutto il territorio comunale per contribuire a dare sollievo alle famiglie e ai ragazzi diversamente abili, così come a tutelare la forza lavoro specializzata esistente. Per non parlare, poi, di come si sta gestendo la questione del PSA. Tutte le forze politiche e sociali, in modo trasversale, stanno chiedendo al Commissario prefettizio di soprassedere all’approvazione perché all’interno del piano mancano alcuni indirizzi essenziali per la nuova Città che possono essere dettati solo da un’amministrazione comunale democraticamente eletta. Ovviamente – conclude Scarcello – non siamo qui per fare le barricate o cercare lo scontro in un momento in cui la convergenza di forze e idee è essenziale, ma pretendiamo il dialogo per scongiurare che la vita della nuova Città nel prossimo anno possa essere gestita da un’oligarchia chiusa che, a nostro avviso, sta dimostrando di voler sabotare a tutti i costi il delicato processo di fusione.

Ufficio stampa - Il Coraggio di Cambiare l'Italia
 

 

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Commenti   

0 #1 Coriglianoserossano 2018-05-03 13:57
Quanto da lei detto, giusto nei riferimenti che poi altro non sono che atti, denota la insufficienza della legge di cui da lei citata, detta da legge Delrio, che da poteri al Commissario di approvare, quindi di entrare nel merito a scelte che, altrimenti, dovrebbero essere prerogativa della Politica, Amministrativa democraticamente eletta. Specie poi nel caso di fatto del PSA.
Mi sorge allora l'atavico dubbio che ci ha sempre assillato che è quello che, pensando male, possa essere Cosenza a voler, attraverso uno strumento, quale il PSA, approvandolo, senza la, reale partecipazio e. dell'amministrazione, da eleggere, rendendo monca la eventuale potenzialità che la nuova città potrebbe esprimere.
È grave che tutto ciò succeda senza che i due ex Sindaci, gli unici vicini al Commissario, non si siano espressi nel merito.
Apriamo gli occhi.
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